E non c’è luna

Tutto è infinito
dovunque tu guardi
l’orizzonte tondo
della terra scorre lento
in uno spazio popolato
di mondi infiniti
in distese matasse
di luce e di buio,
ma là fuori é freddo
e non c’è luna.
– Nulla è finito, Aldo Brina

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Una Visione

(Ode in dolce stil omerico. Metrica: episillabica a sbalzi radenti alternati).

 

Or quando ch’io m’avvidi di codesto sentimento
che prese il corpo tutto e del teschio non meno il pensiero
scuotendo come ‘l tuono e sfidando l’onde contravvento
‘segnai impetuose nubi dov’era prima il ciel beato e sereno

Dove la folgore dorata a minacciar tempesta osava
ecco solitario un soffio già di Eolo capriccioso figlio
e mentre la punzuta goccia indispettita già calava
danzando squarciò un nembo portando lo scompiglio

Di dentro lo pertugio che a far pòtta già sembrava
parean venir dei raggi un tesoro a conservare
e dell’iperboreo Apollo maestoso il trono rivelava
all’oculi stupiti e che il cuor m’è forte a rimembrare

Sorgi o tondo, giallo sole!

Sorgi o tondo, giallo sole!
Allieta i nostri incubi funesti
Ricaccia nelle loro tane
I neri vispistrelli de la nuit!

Accarezza coi tuoi sapienti raggi
li tristi verdi ciuffoli d’erba
che di rugiada mattutina
ancora piangono le paure della notte

Cavaci di senno l’orribili succubi
Risveglia i nostri grammofoni
Evapora li rospi, i basilischi,
E tutte l’altre creature della sera

Punzecchiale le palpebre di rosa
Mentre gira la testa dall’altra parte…
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De-capitami

Le stelle cadenti sono un milione di facce di un milione di diamanti di un milione di amanti tutti chiusi in un cassetto. Gli ci vuole un ladro bravo all’occhio per avere la possibilità, forse, di scorgerne un bagliore lontano.

Eccola, finalmente eccola la stella cadente!

Scintilla al sole appollaiata su quel trespolo. La si tiene per mano, che tutti la possano vedere: un codino volpino lungo lungo! Sarà forse cometa? Sarà forse domata? Sarà forse legata?

Eccola che cade, guardate: cade, cade! Scivola, ammaestrata vola, come una lingua sulla schiena, scintilla meravigliosa e si impiglia. In un’ala di corvo si impiglia, in un ciuffo di rondine, in un grido di pipistrello. E l’aria tace e grida: si impiglia e scompiglia di silenzio che bisbiglia.

E allora, proto-collo:

Desiderio: – “Esprimimi e spremimi a tubetto, Maria Antonietta di briochine Mulino Bianco a culino bianco all’insù con o senza la sorpresa, con o senza Zorro, con o senza la maschera, con o senza il cavallo a seconda se si va a dispensar tortine o meno. Esprimimi.”

– Mary Ann:

    “De-capitami
    De-capitami l’amore
    che non sia mai successo
    De-capitami le parole
    che non siano mai state dette
    A soffi silenziosi:
    De-capitami nel cuore”

De-colla Maria Antonietta di ala di corvo, di ciuffo di rondine, etc. etc. Di buffo desiderio si fa libera e vola ciò ch’è stata un mezzo metro un po’ più sotto.  Ma il cuore non si muove.

12.8.2015

Tralalà de la Mer

Me prú le pa
Sür fa de la se
La caq mes qua
Me më a caqa

La fe qui qui
La fe qua qua
La mer de sû
La mer lá lá

La mer bon bon
La caccolát!
La mer en rose
La mer à pois

Fin dans le pot
Mer dans la verre
Enfin un gâteau
Belle pleine de mer

La caq de Louvre
La mer d’Eiffel
Les trons en bois
La mer en fer

La mer royal
La mer noir
La mer mariée
La mer dü can

La mer champagne
La caq Nesquik
No, excusez-moi:
cette est la pipì!

Molte Vedove

 

Molte vedove vedo
Ve lo dico invero
Alluttate fasciate di nero
In solitarie ore sedute solinghe

Piangenti smisurati millilitri
Di lacrimose gocce salate
In superficie sulla lapide
si frangono tumultuosi flutti

E le cantilene! E le litanie!
Snocciolando rosari d’ossi di pesca
Riecheggiano funeste addolorate madonne
Ignare concessionarie di gotiche promesse

Nel dí di piova
Nel dí di luce
Di primario mattino
O sul far del meriggio

Tra croci e cornacchie si snodano
Immense processioni imperiali
ricolme di negre figure ululanti
il tristo canto a salmodiare.