Anicca

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Anicca: tutte le cose sono impermanenti.

Satellite cinese fuori controllo in caduta, rischio impatto anche in Italia

A volte un po’ di più… 🙂

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Tabacco fai-da-te

A volte ricevo dei messaggi (minacce, ammonizioni o cose simili) in formato “biscottino della fortuna”. Forse ci farò una rubrica… Intanto sto cercando di capire se e come mettere in pratica questo consiglio… O_o

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I am a Mechanical Man

I am a mechanical man, a mechanical man
And I do the best I can
Because I have my Family
I am a mechanical boy
I am my mother’s toy
And I play in the backyard sometimes
I am a mechanical boy
It’s an illusion
Postulated, mocked up
Through confusion
Confusion, it’s an illusion
Utter confusion
Live on in your illusion
That won’t wear out
I had a little monkey
And I sent him to the country
And I fed him ginger bread
Along came a choo choo
And knocked my monkey koo koo
And now my monkey’s dead
You’re so mechanical and you go and lay down
And I wonder how
A brown cow could say…

– Charles Manson, Mechanical Man

Lost in Space

The metallic rain upon my face,
With my tired body I woke up from grace.

In this night of falling stars I made my bed,
But I’m still lay alone with noises in my head.

This voyage is making surely ill,
Nightmares are coming, I know they will.

I’m not living with remorse after left mother land,
But this empty space ahead will never give me strength.

But the spaceship is still going straight with right pace,
I know I’m the last man standing but I’m still lost in space.

Gianni Pintus

Sul piatto azzurro del cielo

Sul piatto azzurro del cielo
C’è un fumo melato di nuvole gialle,
La notte sogna. Dormono gli uomini,
L’angoscia solo me tormenta.

Intersecato di nubi,
Il bosco respira un dolce fumo.
Dentro l’anello dei crepacci celesti
Il declivio tende le dita.

Dalla palude giunge il grido dell’airone,
Il chiaro gorgoglio dell’acqua,
E dalle nuvole occhieggia,
Come una goccia, una stella solitaria.

Potere con essa, in quel torbido fumo,
Appiccare un incendio nel bosco,
E insieme perirvi come un lampo nel cielo.

– Esenin

Cape sante

– Che avete insomma, – gli disse una volta: – da andare sempre a guardare la santa Maddalena che regge il corpo del Salvatore nel quadro della Deposizione?
– E’ perchè ti somiglia, – aveva risposto Tiburzio.

Gretchen arrossì di piacere e corse allo specchio a verificare l’autenticità del paragone; si rese conto di avere gli occhi vellutati e lucenti, la fronte liscia e l’ovale del volto della santa.

– Allora è per questo che mi chiamate Maddalena e non Gretchen o Margherita, che è il mio vero nome?
– Precisamente, – rispose Tiburzio con aria imbarazzata.
– Non avrei mai creduto di essere così bella, – fece Gretchen: – e la cosa mi fa davvero felice, perchè così mi amerete di più.

Per qualche tempo l’animo della ragazza tornò sereno e dobbiamo ammettere che Tiburzio fece lodevoli sforzi per contrastare la sua folle passione. Fu preso dalla paura di diventare monomaniacale e, per dare un taglio alla sua ossessione, risolse di tornare a Parigi.

Théophile Gautier, Il vello d’oro

Caravaggio-Deposizione
Caravaggio – Deposizione

La Cessazione

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Il girino, essendo nato e cresciuto nel lago, non può sapere cos’è l’acqua. Lo capisce solo quando diventa rana e può uscirne. […]

 

LA GIOIA DELLA CESSAZIONE

Quando prendete coscienza che i sei sensi (inclusa la mente) bruciano, la reazione spontanea è raffreddarli finchè non resta più né fuoco, né combustibile: nulla. Più i sensi svaniscono, maggiore è la libertà, e nel corso del processo il jhana accade da sé. Capite che questo sentiero va in direzione del vuoto. Capite che “non vale la pena di attaccarsi a nulla”. Comprenderlo è una bella cosa di per sé, ma farne esperienza è ancora meglio.

A volte, sembra impossibile che la quiete aumenti, ma invece succede. Il movimento diminuisce e ancora più cose svaniscono; la mente si acquieta sempre di più. I superlativi non bastano a descrivere le esperienze meditative più profonde. La mente diventa sempre più vuota, più quieta, più beata. Ora capite perchè il nibbana, la cessazione di tutto, è la massima beatitudine e felicità. La via della tranquillità e della visione profonda è la via felice, la più felice che possiate intraprendere, e più la percorrete più cresce la felicità. Una volta che l’avete imboccata e la pratica comincia a decollare c’è un effetto valanga: la palla di neve rotolando a valle diventa più grossa e più veloce, la pratica va sempre più a fondo. L’unica difficoltà è cominciare.

Quando cominciate ad apprezzare la beatitudine, tutto il Dhamma del mondo appare nel vostro stesso cuore. L’intero Tipitaka* vi si schiude davanti, mentre i sensi svaniscono e la mente conosce i vari stati di beatitudine. I khandha** vengono visti nella loro realtà. Capite perchè i sensi sono in fiamme, perchè sono sofferenza, e provate un senso di stanchezza. Avete un moto di rifiuto, o nibbida; dalla nibbida viene il viraga (sfumare), e dal viraga la cessazione, la fine delle cose.

Ecco in che modo ci si libera. Non dovete fare altro che seguire le istruzioni: sedervi, stare zitti, osservare e non immischiarvi. Gradualmente, l’esperienza meditativa si schiude da sé.

– Ajahn Brahm

 

*Tipitaka: il canone tripartito delle scritture buddhiste.
** Khandha: aggregato. I sutta elencano cinque gruppi di fenomeni mentali e fisici che devono essere indagati dal punto di vista delle tre caratteristiche. Sono: (1) corpo; (2) sensazioni; (3) percezioni; (4) attività intenzionali (del corpo, della parola e della mente); (5) coscienza.

Doesn’t Work

[Il Buddha] mentre stava camminando, questo personaggio di nome Upaka lo fermò dicendo: “Perdonami, sei così raggiante e luminoso. Il tuo viso è così trasparente. Di certo devi avere avuto una qualche realizzazione meravigliosa. Che tipo di pratica fai? Come sei arrivato a questo? Chi sei? Chi è il tuo maestro?”.

Il Buddha rispose: “Non ho un maestro. Sono completamente auto-illuminato. In effetti, io sono l’unico essere illuminato in tutto il mondo. Non c’è nessuno che io possa considerare mio maestro o mio superiore. Soltanto io sono pienamente risvegliato”.

Upaka disse: “Buon per te, amico mio”. Poi, scuotendo la testa, si allontanò rapidamente in un’altra direzione.

Il Buddha si rese conto che questo tipo di risposta non funzionava.

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