Le Meraviglie di Zibido S. Giacomo

 

Superato Assago, l’osservatore attento potrebbe scorgere un cartello mezzo nascosto dalle frasche che indica una pista ciclabile che da Zibido (a dire il vero un frazione) porta fino a Gaggiano. Segnalato come un percorso di difficoltà “facile” della lunghezza di 13km e qualcosa… parliamone! Il sole m’ha bruciato vivo; l’unica fontanella che trovi sta a Zibido in un parchetto dove, un simpatico vecchietto, ti chiede se hai bucato; il percorso è facile si… ma anche no! In certi tratti è meglio prestare attenzione, specie dopo cinque (?) ore passate sotto il sole; i 13km in realtà sono 20 che moltiplicati per due più il resto per arrivare lì fanno una cinquantina. Insomma la verità  è che è stato un massacro.

La cosa veramente bella è che ad un certo punto c’è ‘sto lago Boscaccio, che deve però appartenere a dei lontani parenti: infatti è privato e non ci puoi entrare manco per pisciare.  Però è proprio bello eh… la promessa di tanta acqua fresca e azzurra, poi smentita  dal cartello “proprietà privata”, ti da un certo brivido.

E’ capitato pure che ci fosse uno con un aereo che giocava a fare il Barone Rosso: bello spettacolo, molto suggestivo. Avrei fatto pure un video, ma non si vede niente o quasi, e in ogni caso WordPress mi informa che per darmi ai post video debbo essere Premium (pfff).

Ogni tanto incroci qualche simpatico vecchino che ti saluta… e all’inizio non sei abituato, poi ci prendi la mano. Quindi quando incroci il prossimo ti azzardi a salutarlo con gran sorrisoni di ciclistica complicità e, ovviamente, lui non solo non ti risponde ma ti guarda pure come un drogato.

Arrivati a Gaggiano finalmente si medita una sosta!  E invece no… è un paesino “stretto e lungo” e dopo aver pensato di tornare indietro per il naviglio grande passando per Trezzano, Corsico… Trezzano?? Ahah, no va be… me ne torno da dove sono venuto.

C’è un punto in cui la strada sale, sale e sale e ci si trova su un ponte che attraversa l’autostrada. Se mai qualcuno meditasse di fare quel sentiero sappia che dopo la salita c’è la discesa. Discesa indicata come “pericolosa”, ma non è abbastanza… è molto pericolosa, se non freni già a metà entri dritto a casa del contadino.

Eppure questa gitarella campestre è stata molto bella: grandi spazi, molto verde, la natura che intorno a te vive e respira… unico inconveniente il sole. Un sole veramente assassino.  Ma in generale è un ottimo giro, purchè ci si porti qualcosa tipo un cappello perevitare un’insolazione, e tanta tanta acqua!

 

 

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62 pensieri riguardo “Le Meraviglie di Zibido S. Giacomo

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