Chiaravalle

 

 

 

Così. Giusto una gitarella. Tutto d’un fiato, niente punto a capo. Visto che dopo trent’anni ho scoperto che l’abbazia di Chiaravalle è a 5km da casa mia, mi ci sono biciclettato; passando per quegli stessi campi che, la leggenda vuole, furono attraversati da un monaco (innumerevoli centinaia di anni fa) che, colto di notte da una tempesta improvvisa, bussando ad una cascina trovò rifugio e ospitalità. E allora disse “sia grata questa soglia!”. E quel luogo da allora si chiamò Gratosoglio. Embè, pedala pedala sono arrivato ad uno dei più ambiti luoghi per le gite delle scuole elementari: l’abbazia di Chiaravalle. Non so manco perchè da bambini pareva chissà che. Ma era bello: con la merenda “al sacco” che pareva una gran prelibatezza ed era invece un paninetto col prosciutto smorto, qualche biscottino che finiva sbriciolato e il succo di frutta alla pera Billy. Va be’ per fare una gitarella tra la campagna va bene. Poi uno prende e ritorna indietro. Pedala, pedala, tutto contromano. Chissà dove va tutta ‘sta gente che attraversa i campi in auto; non avrei mai detto tutto ‘sto traffico. Superi il fagiano spiaccicato sull’asfalto e ripensi alla nutria dell’altro giorno, spiaccicata anch’essa; per un attimo ti rendi conto che la nutria, adesso, potresti essere tu. E poi niente, riprendi la via Quintosole (che fa molto Urania) e ritorni alle stradine per i campi. Ma questa volta ci trovi un contadino che dice: “eh beh? Questa è proprietà privata”. E la soglia non è più grata, insomma. Cambiano i tempi. Per questa volta passo, si vede che sono una brava persona dice (occhio lungo lui! Non sa che rompicoglioni ha incontrato oggi e che ho già contattato la regione per sapere s’è vero che è proprietà privata). Ma poi basta. Non si passa più per i campi. Peccato contavo di fare altre 10.000 foto di alberi e cespugli, ma è vietato. Dovrò rinunciare anche al piano di crearmi una piazzola abusiva in mezzo al granoturco dove prendere il sole nudo. Quindi niente: devo tornare alla città. Ripedalerò come una volta – per tante volte – sulla via Bazzi allora, dove ci sono le puttanelle giovani: quella con l’occhietto furbo furbo e quella col culo grosso e bello sotto la pensilina della 79. Pazienza.

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