Una Visione

(Ode in dolce stil omerico. Metrica: episillabica a sbalzi radenti alternati).

 

Or quando ch’io m’avvidi di codesto sentimento
che prese il corpo tutto e del teschio non meno il pensiero
scuotendo come ‘l tuono e sfidando l’onde contravvento
‘segnai impetuose nubi dov’era prima il ciel beato e sereno

Dove la folgore dorata a minacciar tempesta osava
ecco solitario un soffio già di Eolo capriccioso figlio
e mentre la punzuta goccia indispettita già calava
danzando squarciò un nembo portando lo scompiglio

Di dentro lo pertugio che a far pòtta già sembrava
parean venir dei raggi un tesoro a conservare
e dell’iperboreo Apollo maestoso il trono rivelava
all’oculi stupiti e che il cuor m’è forte a rimembrare

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5 pensieri riguardo “Una Visione

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