De-capitami

Le stelle cadenti sono un milione di facce di un milione di diamanti di un milione di amanti tutti chiusi in un cassetto. Gli ci vuole un ladro bravo all’occhio per avere la possibilità, forse, di scorgerne un bagliore lontano.

Eccola, finalmente eccola la stella cadente!

Scintilla al sole appollaiata su quel trespolo. La si tiene per mano, che tutti la possano vedere: un codino volpino lungo lungo! Sarà forse cometa? Sarà forse domata? Sarà forse legata?

Eccola che cade, guardate: cade, cade! Scivola, ammaestrata vola, come una lingua sulla schiena, scintilla meravigliosa e si impiglia. In un’ala di corvo si impiglia, in un ciuffo di rondine, in un grido di pipistrello. E l’aria tace e grida: si impiglia e scompiglia di silenzio che bisbiglia.

E allora, proto-collo:

Desiderio: – “Esprimimi e spremimi a tubetto, Maria Antonietta di briochine Mulino Bianco a culino bianco all’insù con o senza la sorpresa, con o senza Zorro, con o senza la maschera, con o senza il cavallo a seconda se si va a dispensar tortine o meno. Esprimimi.”

– Mary Ann:

    “De-capitami
    De-capitami l’amore
    che non sia mai successo
    De-capitami le parole
    che non siano mai state dette
    A soffi silenziosi:
    De-capitami nel cuore”

De-colla Maria Antonietta di ala di corvo, di ciuffo di rondine, etc. etc. Di buffo desiderio si fa libera e vola ciò ch’è stata un mezzo metro un po’ più sotto.  Ma il cuore non si muove.

12.8.2015

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