Molte Vedove

 

Molte vedove vedo
Ve lo dico invero
Alluttate fasciate di nero
In solitarie ore sedute solinghe

Piangenti smisurati millilitri
Di lacrimose gocce salate
In superficie sulla lapide
si frangono tumultuosi flutti

E le cantilene! E le litanie!
Snocciolando rosari d’ossi di pesca
Riecheggiano funeste addolorate madonne
Ignare concessionarie di gotiche promesse

Nel dí di piova
Nel dí di luce
Di primario mattino
O sul far del meriggio

Tra croci e cornacchie si snodano
Immense processioni imperiali
ricolme di negre figure ululanti
il tristo canto a salmodiare.

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